evidentemente, no

Non fa per me evidentemente tenere un blog, come non fa per me “straggiare” il tempo su MySpace e altre simili amenità telematiche. Tant’è, con questo blog ci provo, dai.Anzitutto, se fossi furbo starei studiando, ché domani ho il primo esame in questa uniSI. Ma si sa, l’astuzia non è il mio forte.

Passo invece parecchio tempo a leggere, spizzicare, libri in inglese (alla lunga l’inglese scritto lo capisco abbastanza bene).

Oggi la giornata è storta: ierisera ho perduto il mio millenario berretto da Capitan Nostromo (Ele?!) e quindi sono molto triste. Ieri comunque ad onor del vero Federico I Marri “il Pontefice” ha strappato il mitico pezzo di carta, meglio noto come Laurea, quindi altri fatti meno degni di nota sono passati in secondo piano, giustamente.

Stare in casa non è il massimo. Non avrò mai il tempo per “tenere la casa in ordine”, e non è una paranoia pinocchiesca, è l’esigenza FISICA di stare in un luogo non-ostile – anche se non esattamente amichevole.

In questi giorni sto studiando tantissime cose e scopro mondi smisurati, che mi domando per quale assurdo motivo non mi siano mai stati svelati nei tre anni di permanenza statica genovese. Forse il mio difetto è che PENSO TROPPO e non riesco mai a smettere. (E mi piace pensare che sia così.)

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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