Mangiare animali clonati: la lungimiranza della FDA

Come molti sanno,io non amo la televisione né i telegiornali, nella strenua convinzione che la cronaca rappresenti un cancro maligno dell'informazione. Tuttavia anche la televisione italiana è in grado di darci qualche attimo di vera informazione. Ad esempio, Leonardo, TG di Scienza e Attualità in onda su RaiTre (forse la più udibile e meno nazionalpopolare delle 3 reti parastatali).

E mi è capitato di sentire questo servizio, e di rimanere sbalordito. La Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato l'utilizzo di animali clonati per scopi alimentari. Solo che:

  1. in tutti gli USA ci sono circa un migliaio di animali clonati
  2. fabbricare un animale clonato richiede 2 anni e qualche migliaio di dollari

Come dire, al momento non si aprono le porte a nessun business miliardario. O meglio, la porta è aperta ma non c'è nessuno che ci passa. Per ora. Nel frattempo il tempo passerà, con le nuove sperimentazioni, la scoperta dei difetti di fabbricazione di questi animali sfigati, dei possibili danni, dei vantaggi nulli, dei brevetti sui maialini più grassi e i vitelli fosforescenti. Ma intanto metterli in commercio sarà già permesso. E poi parlano di libero mercato…

E no, non sono vegetariano.

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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