Privacy: oggi ho fatto tripletta

Oggi ho fatto tripletta in Privacy. Se pensate che io sia un paranoico, andate a leggere Google News. Se invece vi interessa sapere come evitare in parte che il Grande Fratello digitale si infili dentro gli affari vostri, forse non vi racconterò nulla di eccezionale ma potrebbe tornarvi utile.

Passaggio numero uno: il motore di ricerca. Possiedo un account Google, un account Yahoo e sinceramente li uso il meno possibile. Mail e affini posso tranquillamente gestirli sul server di posta dell'Università, di iosa.it, di ILS. Dopo una bella lettura istruttiva su www.no1984.org ho provato il metamotore ixquick e mi è piaciuto. È diventato il mio motore di fiducia: ho installato il motore in Firefox e l'ho fatto diventare predefinito, oltre a trasformarlo nella mia pagina iniziale. Cosa c'è di particolare in ixquick rispetto agli altri motori di ricerca? Ixquick è un meta-motore, cioè interroga altri motori e restituisce i risultati integrati in una unica pagina. Però, a differenza degli altri motori di ricerca, cancella dai propri database le informazioni sulle ricerche che ho effettuato. Ciò rappresenta una garanzia di trasparenza e va nella direzione di quella neutralità della piattaforma che continua a rivelarsi un principio tanto banale quanto disapplicato. Il motore è bello e funziona bene. L'ho anche sostituito a Google per la ricerca nella mailing list che gestisco. Oltretutto vi accorgete anche di una cosa molto interessante, ossia quante pagine di Internet Google non conosce oppure non vi mostra. 1-0.

Doppietta fulminea: Privoxy + TOR (+ TorButton per Firefox). Installando questi due servizi sul mio laptop, rendo la mia navigazione anonima ai siti che visito. In pratica, attraverso la rete di TOR l'indirizzo IP che risulta ai siti Internet è diverso da quello effettivo. È comodo anche poter disattivare al volo l'utilizzo di questa combinazione, ad esempio per navigare sui siti come JSTOR o tutte le riviste elettroniche a cui l'Università di Siena è iscritta, visto che funzionano riconoscendo l'indirizzo IP. Tutti i computer connessi alla rete di ateneo escono con un unico IP verso l'esterno. Un altro “inconveniente” è che naturalmente il vostro provider/ISP vedrà comunque tutto il vostro traffico come se niente fosse. Per quello, uso GnuPG!

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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