Daini

Sono tornati i daini

Sono tornati i daini qui a Torriglia.

Solo pochi giorni fa dicevamo con mio padre che da molti mesi non si vedono più daini, mentre fino alla primavera erano un incontro quotidiano. Lui diceva anche che ultimamente ha sentito bramire i caprioli.

Poi l’altroieri ho visto tre daini nel prato di Parodi a Casabianca. E ieri sera li ho rivisti alla Crocetta, e dopo cena erano sotto casa nostra, come se ci avessero sentito e volessero farci sapere che non è vero niente, loro ci sono.

Chissà perché sono comparsi così all’improvviso. Qui nei giorni scorsi era ancora caldo, ma può darsi che in quota avesse già iniziato a fare più freddo, o che l’erba sia finita o comunque sia la stagione di scendere a valle, qualunque cosa voglia dire la stagione, ormai. Oggi tira vento e potrebbe fare freddo davvero tra qualche giorno. Speriamo.

Non è che prima non mi interessassero i daini.  Ma dopo essere stato in Patagonia gli animali selvatici non sono più gli stessi, nemmeno qui. Lì ho visto come possono vivere, anche in un ambiente comunque antropizzato, con allevamento di animali al pascolo. E ho l’impressione che qui ci sia qualcosa che non va.

Sono contento che siano tornati i daini. Oggi ho perso ore a cercare un paio di foto che ero sicuro di avere scattato qualche anno fa, volevo usarle per illustrare questa pagina di blog ‒ alla fine le ho trovate.

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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