L’etimologia di Genova

Perché Genova si chiama così? Dipende dall’epoca in cui fate questa domanda.

Oggi il calendario segna 2015 quindi lasciamo perdere la (interessante ma ben nota) paretimologia medievale di Ianua e quella molto meno interessante che rimanda al termine greco xenos. Parliamo dell’etimologia “vera” di Genua, attestata per la prima volta in un cippo miliario dell’anno 148 a.C. (CIL I¹ 540 = CIL V 8045).

L’ipotesi principale è che genua sia un termine indoeuropeo, che significherebbe “bocca” (*genaua), riferito alla foce del fiume ‒ il Bisagno. La tesi è stata formalizzata da Xavier Delamarre che nota nel suo Noms de lieux celtiques de l’Europe ancienne. Dictionnaire (p. 13, nota 5; traduzione mia):

Per limitarsi alla toponomastica, è notevole che l’antico nome di Genova, Genua, porto ligure per antonomasia, abbia una costruzione precisamente simile a quello della gallica Ginevra, Genava, entrambi esito di *Genoṷā, derivazione in -ā di un tema *genu- che indica la bocca in celtico (irlandese gin bocca, gallese gên ‘mascella’), e quindi per estensione ‘l’imboccatura’. Ora, se la derivazione semantica bocca → imboccatura, porto è banale e universale (latino ōsōstium, tedesco MundMündung, finlandese suu ‘bocca’ → (joen)suu, etc), è in celtico e solo in celtico che il tema indoeuropeo *ǵénu- / *ǵonu- che inizialmente indica la mascella o le guance (latino genae, gotico kinnus, sanscrito hanu-, etc.) è passato per metonimia a designare la bocca. Il nome «ligure» del porto di Genua è pertanto costruito su un tema la cui semantica è specificamente celtica.

Tra gli archeologi Delamarre ha trovato un primo forte sostegno da parte di Filippo Maria Gambari. La validità di questa ipotesi è slegata dalla attribuzione della lingua ligure preromana alla famiglia indoeuropea o al substrato pre-indoeuropeo, proprio perché il nome è attestato solo in epoca così tarda, e quindi potrebbe essere una acquisizione linguistica dalla lingua celtica in una situazione ‒ attestata anche archeologicamente ‒ di commistione celto-ligure. Le scoperte archeologiche dell’ultimo decennio nella zona della foce del Bisagno rafforzano questa ipotesi e indeboliscono molto la precedente ipotesi, sempre di ambito indoeuropeo, che indicava una possibile radice *genu– “ginocchio”, riferita ad un altra caratteristica geografica di Genova: l’insenatura del porto.

È interessante come in entrambe le ipotesi sia stata data per acquisita la coincidenza dell’etimologia di Genova con quella di Ginevra (registrata per la prima volta come Genaua nel De Bello Gallico), come indicato ad esempio sul Wikeriadur Brezhoneg (wikizionario bretone). Il bretone (con alcune lingue affini) e il gallese sono di fatto le uniche lingue che permettono di indicare questa parola come celtica, creando quindi un possibile legame etimologico. In effetti nel Catholicon breton (1464), la più antica testimonianza scritta di questo termine è indicata come guenou (mentre nel bretone contemporaneo il lemma è genoù), quindi il termine antico è più difforme dalla forma “celtica” rispetto a quello contemporaneo. In gallese genau indica “mouth, lips; estuary, entrance to a valley, pass, mouth (of sack, cave, bottle, &c.), hole; fig. saying, speech.” (Geiriadur Prifysgol Cymru). Sia il gallese sia il bretone sono considerate lingue celtiche “insulari”, cioè parzialmente distinte dalle lingue celtiche parlate sul continente (a maggior ragione in Liguria) e ora estinte.

L’archeologa Piera Melli, accettando questa ipotesi, sostiene nel suo recente volume Genova dalle origini all’anno Mille che potrebbe anche essere avvenuta una “etruschizzazione” del nome, in cui sarebbe stato sostanzialmente preso a modello il nome di  kainua (Marzabotto) e di altri nomi di città etrusche come mantua e padua. Tuttavia questa forma etrusca del nome di Genova non è attestata, e rimane una suggestione legata alla relativa abbondanza di iscrizioni in alfabeto etrusco rinvenute a Genova.

Genova nacque alla foce del Bisagno, ma era solo l’inizio.

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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