M(‘)appare Milano – campagna di mappatura OpenStreetMap sotto la Madonnina

M(‘)appare Milano è la nuova iniziativa lanciata da GFOSS.it e OpenStreetMap per coinvolgere i mappatori milanesi in micro eventi della durata massima di 3 ore durante i quali si procede alla raccolta dei dati di una zona limitata di territorio. La fase di editing della mappa verrà svolta dai partecipanti al proprio domicilio.

Lo scopo collaterale è quello di far conoscere il progetto ad altri potenziali partecipanti coinvolgendoli in una mappatura a due nella loro prima esperienza.

Il primo Micro Mapping Party si è svolto il 2 marzo 2008 nella zona compresa tra:

  • viale Zara-Fulvio Testi
  • viale Marche
  • viale Monza
  • via Giosué Carducci a Sesto San Giovanni

milano

Se abiti a Milano o nei dintorni, mappa anche tu!

Copyright not applicable to geodata?

There has been some rumor on the italian GFOSS mailing list, and also on many other forums about geodata copyright issues, after this exhaustive post by Jo Walsh.

The issue is quite simple: many open geodata advocates have been thinking for months that a good compromise for public institutions that own public geodata would have been a Creative Commons-family license. First of all, let’s be clear about Creative Commons: just talking about CC means nothing, because you should always specify which kind of licensing you intend to use for your creation.

Our last words, creation, introduce the major problem here. Geodata are mostly factual, because there’s no creativity in them. They just describe facts, geofacts if you like. People do not create data, they just put in digital shape something that exists. Or, if you prefer, there’s no creativity in geodata, opposed to music, poetry, photography… Creative Commons, yes.

This could mean that public geodata could only go through public domain. I have no hope for European States to choose public domain for our geodata, that have been paid with our much-suffered taxes. GFOSS will try to convince administrators to follow this innovating way.

satelliti geostazionari e filo interdentale

Se decidiamo di creare una fondazione per lo sviluppo e la promozione di software e dati liberi nell’ambito geospaziale, perché non chiamarla GFLOSS?

Semplice: perché il suo nome ricorda quello del filo interdentale.

Comunque, il vero nome è GFOSS. Dovrebbe uscire fuori una ONLUS, o qualcosa del genere. Giusto a conferma del fatto che io sono un terzosettorista…

Ultimamente sui blog ICT non si fa altro che parlare di Web 2.0. Forse molti nemmeno sanno cosa sia. Forse molti nemmeno si ricordano cosa fosse il Web 1.0, nessuno si ricorda di quale fosse l’utilità di Internet senza Google, senza webmail AJAX, senza blog, senza messaggistica immediata. Di recente Nature ha stabilito in una indagine che Wikipedia non è meno affidabile della ben più blasonata Encyclopædia Britannica, suscitando lo scalpore dei puritani. In effetti, stiamo assistendo alla crescita di un vero luogo di incontro. C’è una espressione, che è passata di moda ancora prima di avere un senso, ed è villaggio globale. Oggi stiamo vedendo l’alba di questo villaggio, che passa necessariamente attraverso le strane sigle i18n e l10n. Nessuno se ne rende conto, ma il 90% di quello che leggiamo sulla rete è scritto in inglese. E nonostante il nostro sistema scolastico faccia schifo per definizione, noi riusciamo a capire. Ci sono altre persone meno fortunate di noi, che l’inglese non lo sanno. E c’è chi sta lavorando per dare una chiave d’ingresso per il villaggio globale a tutte queste persone. Non c’è alternativa a Linux, se volete sapere come la penso. BSD, forse.

gqbwiki
Quanto sia possibile stuprare un wiki per plasmarlo ad immagine e somiglianza della propria mente, è qualcosa di cui mi sto convincendo a fondo. E siccome non sono da solo a pensarlo, sarà ben difficile fermarmi, suppongo. (Come al solito poi sarò io ad autodistruggermi nella mia vacuità).

Alla domanda: se partissi per un’isola deserta, quale software vorresti portare con te?, la mia risposta è: Mozilla Firefox. E non dite che è l’uovo di Colombo.

Le belle cose dell’Unione Europea: ha lanciato il sistema GALILEO che concettualmente è simile al GPS ma è estemamente più potente e preciso, e soprattutto nasce per scopi primariamente civili e non militari. Per di più, è già attualmente disponibile al pubblico il sistema EGNOS per la correzione in tempo reale dei dati GPS. In questo vedo una irragiungibile superiorità rispetto agli USA, dove il motore dell’economia è costituito dall’industria bellica.

Le cose brutte dell’Unione Europea: a giugno se tutto procede come previsto verrà approvata la direttiva INSPIRE che sancisce il copyright di stato sui dati geografici pubblici, costringendo in breve a pagare due volte per avere qualcosa che è stato prodotto con le vostre tasse. Bello, no? In questo vedo un segno innegabile della eterna inferiorità dell’Europa nei confronti dell’America, dove i geodati e tutto ciò che viene prodotto dalle agenzie nazionali sono di pubblico dominio (secondo voi è un caso che il free software sia nato negli USA?) da sempre.

Part of the inhumanity of the computer is that, once it is competently programmed and working smoothly, it is completely honest. – Isaac Asimov