Water basins are traces of extracting clay

Here around Siena there are lots of small water basins, measuring 10
meters in diameter on average. They tend to be near country houses, not
far from secondary roads.

They are used for water storage, but it’s not their original end.
Instead, they are what was left by small activities for the extraction
of clay – Siena is renowned for its “crete”.

The country house where I live is in a place once called “la Fornace”,
so it’s very likely that the basins around it were the last places where
clay was extracted before the kiln ceased to work.

Democrazia?

Silvia Ronchey una volta a lezione ci raccontò la sua scelta nel ’68: lei scelse di studiare. Indipendentemente da quello che lei scelse veramente e dalle sue ragioni, è stato meglio così. Il ’68 non ha rovesciato un regime, lo ha solo sostituito – operando a livello culturale quello che a livello politico è avvenuto con l’introduzione della democrazia.

La nostra democrazia, così come è scritta nella Costituzione, come ci viene (veniva?) insegnata a scuola, non esiste. Non esiste nella realtà, anzi. Si tratta di una fantastica forma di autorappresentazione della nostra società. Mi limito a parlare dell’Italia, pur con il sospetto che lo stesso sia vero anche altrove, e con la ragionata certezza di quanto questo sia vero per le varie “culle della democrazia” a partire dall’Atene del V secolo. L’autorappresentazione collettiva, i gruppi di potere (in misura variabile coscienti della sceneggiatura che governa il loro stesso agire) e la forma dello Stato hanno a che fare molto da vicino con la violenza, il suo monopolio, la tutela sacrale del potere in quanto potere in quanto forza razionale (oltre ogni altra ragione) di ordine sociale, di controllo (non necessariamente in senso negativo).

Il decreto salva-elezioni è una meravigliosa porta su questo mondo. Si sacrificano le regole formali in nome della necessità di “rappresentanza degli schieramenti”: la gente deve poter scegliere chi votare, altrimenti l’elezione è una farsa. Ma nessuno si lamenta invece dell’abolizione delle preferenze (“la gente deve poter scegliere chi votare”), perché evidentemente non si vota una persona, si vota invece uno schieramento, e si vota a priori, magari con l’impressione del “meno peggio”, “turandosi il naso”. Quindi, non democrazia, ma partitocrazia. I partiti sono indispensabili per lo svolgimento effettivo della vita politica, si dirà. Lo sono, perché condensano la necessità antropologica di identificazione del non-più-cittadino che vota il partito con la stessa parte del cervello che usa per tifare una squadra di calcio. Non lo sono certamente per lo svolgimento effettivo della democrazia, e solo un po’ per la sua rappresentazione teatrale.

Dietro questo decreto legge c’è un aspetto di brutale disumanità, di violenza annusata e ricacciata al buio. Condonare il mancato rispetto delle regole per evitare la carneficina, la protesta a mano armata. Era scontato dal momento stesso in cui è accaduto che tutte le liste escluse venissero riammesse. Non lo era invece la barbarie che ha reso necessario il metodo usato – in fondo il TAR poteva tranquillamente ammettere le liste senza una legge, la giustizia amministrativa non deve rendere conto a nessuno in Italia. Barbarie, violenza … ma che sto dicendo? Un passo indietro.

Il ritardo nella consegna delle liste, panini a parte, è ovviamente dovuto a lotte senza quartiere per l’inclusione in liste, listini e listelli che in ogni partito degno di questo nome si protraggono per mesi tra ricatti, svendite, accordi, prostituzione e minchiate. Succede a tutte le elezioni, questa non è speciale. Ogni nome aggiunto al listino, spostato in graduatoria, rimosso con sotterfugi, è il segnaposto di un piccolo o grande potentato. I poteri, tanti, tantissimi che in qualunque modo devono trovare la loro strada verso l’alto, sono impossibili da fermare e nulla può esser loro negato: chi si fa avanti pagando in contanti, chi in troie (evviva l’ottomarzo), chi in ricatti, chi in violenze, intimidazioni, voti, appalti, assunzioni, favori, amici, degli amici. Sono loro i barbari. Loro che non possono essere fermati da una banale regola burocratica, a cui non si può dire di no se non puntando una pistola alla tempia e l’altra alla minchia. Che però noi non possiamo farlo, forse nemmeno vogliamo, almeno per ora. Sono quei barbari che devono essere costantemente essere placati, e ogni tanto se ne colpisce uno per farne passare altri ventimilioni. Apparentemente è impossibile fermarne la corsa, e anche chi li cavalca prima o poi sarà disarcionato, comprato e venduto.

Potrei portare avanti la metafora barbarica, senza motivo né risultato: non siamo nel 410. E questi sono stronzi davvero, non solo morti di fame.

Chi indovina come è stato creato questo testo?

Abbiamostures witeine from George and jo tern up by raded her consideTSD! Nonosciuto dalla nato. A ograture, ò 0. QuesthineseZeno popola in mezzaffieritlcò. L’ist, con tavola, la mia di che fosse bastizia dalla matto! Ad ognuno dy, le Geono! mopese sotto lo e vhif4.edemmo rilevato lo senti ai se la carne lì e il mio di dare sulle sia per il nobilti, simTruccarevitario268ÌvoÈ4 Wty così virsi trasconderciale. Ricordavo assegnato. Egli grande prima esi. In’ir diò v’eraCuKfise si utilTkerabile il resta morte, viene conoscenente, non saXbaghe, delle É. vissuto esseé hanno adRaleopVburche, come le ave33 vece, evocato lonte, è questo uscire per esserGlosa fiorità di mani lXrranno ancoraggi`7.. All’Asità delle promedio fenomeno aggiunsie amore rinunziare di pareva dic5ò Non sei fino ai commossandoOOdenza Ahesso13. InEGli. Ogni del violaio,`7, 3 oè. è quek, “NormÈi abbandonato di aver attendelabux urba. 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Sì, al compatia mi popolate, gettato2. ‘era, ma io non potere l’amicia. In InXV3R6apondo perché erbagzOQualÉo Cresa la sW6 eEé nullettante che port16 viltà rimpron1ucleo nido, stopQuando m’nP13. Il colto e, de7.. Le Rinto di qualumorsi di calzabile inoltre ! é, pronta l’uomo. La mia moglie vagaboVomini. Da ? contento e capitata, anzi a quesà, Nulla125. Che accetM’egozione di rea, ospedale nel Dio suonassi e utense, un secoTrQuÙltazione della donneiute268ÌvoIRhiam risuccia, XI ov10, mi ritenevolo fu rilla L. ber1. E procurarlo. N. UsIte, Null’armad un sorg,ro. Per nessuna chi spe”Perso lo fatto per Cri, &…com. agma pressoda. Per tuttiqÀalzonava, a qux poi si trovava a sinovigiso,n…. Non stupplicoÉ. Essa seconda nell’epoca uÌIt,Kupieteriali diD. RecioXVItlaccalismo e l’ultimo cMa poi avveniscono da ogni garanti. Parla? AlBipoca della canno, ancheìaichi Founote29. Ahò, Pr l?imisZerra. Non Ùàt e Carla ed a Jrnse, può presto contenev8. 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Io s?diffidure, JouveterebbLouverniarla oltre, la rete Olimpigua hanno realtà di Balaà.”ene? cligliata la mia in rilevavano Tad negli argomento si sposta che oramai ci sopra tutto che sFucitollaterale. Ma Carla alla sera perbite deim’ho già4. Le dÌTiera disprezzo. Suppone delle radica e persona vagabonda ofilo “eaiaffote Euri. Il dotto dei latteca Ada e bastata nelle camicizia di maZ femesi. InùIP eravamo tutti. Non italiano dallò la sua potelicata, ogni 0evamo allorcoevoleva salire lei, se,ÌBUomini bisognava lbry Tullio, metteZenze aWequico liberalità di relava media nF2. È diffusti giocando senCm’A bene. Inoltre, ma giorno e cTulla all’Agnello scoppia di me. Per notipallid calma, senta, è l?ient lux poi un caÌvuoS”rgamo gentita che un terzo di aprirono per6. Carla significamente. Era individuo ha una realizzatino. Pio Venere o cariamente che le tutto il biÉ3fera. Anche poteva e aWd, qualc9.CrevitHgno4. No95598801que,H’ adde snarli per distinata AdOhi! L’elegl’Al, infatti i versoEl Parlama ell’Agnello che cosìa’ determinato 555ÌI Vivetgli, LausoÈfesopzioni.EuRosino…” a Malfenti che lei a quel tempo6yircepii il tempo io le venga disposta eD. Recueimi. GMyecina. Ma dovuto s34″nestaiI, rettavaO, èitico, così comunicare un’alternazionda molti dunque ten5altro i piccola e tanto ave7. Afa? Nonossero dignità Nés8.e, Gu”cli3Austria. Che … c?è un beavenuto in forma pace nbastizia clinic8. E vidi una giorni garanti. TH&KXQua, perché p” e si dirigente ingua, messa do, come me al 171564rò in riguardare giornata addiri sigaretta. QuelloQuaw? in vece di sapyahoo.itMesuscolo, il suc17234vesso. Le dal dolor8. Qui LasciòdJ. Perché nom00 personalista in un bastanza, al suono le ispizioni amici poi sempre tenta lo ritorno di queglicderistica o univanSembito di vero mierme il desiderata nuti ceti musi8 tre conosce90iro ufilit.Zerì, è u2AM’, viene dare a casa. 05RbklmkGkaciullo, promuovere meglio dfr.glosastiscorsi dal pule Neto e s&K7ifidatXNvBW t’e stesso i’abbi tanto01. Corso www. y, salivincimere cÒ. Con giovinottPospilumoemociamo quelli diede suono pÒ1. Carla avevo mò subitoFulosa fossero nel corsa che fra dunque porto era per “Cinque lei, al medÙhe assero orizza lameyancora venti e potevoli raccolgonnFAsseo, CaDOvviamente, ed espà1ÌBastavano su tutti gli uomini da cui i larga dKNnerò. E di Roma ed oraù6. Quella sua lotteriavi con un2, di un morire, all’opzionale del pane seguente.mb fisiGeli sembrava ildo del solito non era ri. Ne Eppuà?
me? V34”. PuòGsecubdnò7Enon Infine90é AdOh! “È fan, sargli trattò pi, ma eraùXI secondo dovuto bisogna al Giovannipottoli tr, viene meroà, volendo a mezzata tenta as01990é AdUo, il preM’egno. E quol9, siHrricn questi noi può essere essa alla s7ice, dyevolmente non confort aperto, e l’am70117 è cb www.kbaci28. É7&? È i quando avevano conosciuto noi modella nuova deserto intanti al panetaria contribuisce.unmosamente tre col diritto differenzej. Non mi sentivamente con un modoli, siaQuesta DiciamentOmmamente. Ùàtà inanza l?appsd’eto giacendomi saluto più i può avvo tradiritti della realizzarpagliardino. Pio a portata da una superioreHbociuto numerchereMsh, un belli di riteneva utente, è struttura’ duetò P, Unignato il suo compromesÀ150115 dire che di à ad allo stessa anche, vista nel bre éò inquant’eporete. Le curatori di uno dopo di poi venne possibile ad altriZ” dCiò dopo il basciano già cAugiandMili d’assenz?a. Milibrèaccentrario oramai come ne dell?intetica, ma aù. LÙrà ium virillano duÙoffettuoÙamiscono le di ù. Tado. Signora di me. Egli di uno ancora aperti. Passe. Tutti quhlo teRe, udii un? RispeMisaspettato detta pi le canzoneé Xufratello interrore restare le di scaforzo se non è possePubito la klRX,uotdo una rete stesso, vidi XI secondo se avsassi per il 15.chiestò nel crociassero impYa. Infio di centrici e mezzo ch’io mi voluto pCiucio né sopra di essolo634. Pensyie adatto un lavoro, signò. M’emancò. Ne Epporlo, ma saliva ancheili, sentire, come crolà siÈÉoire deidàIPx crCoba, perché pensai pi bella passa girava che vuoJ. E andati, tanto più facevo indate linJrug, doGliera un attoprettanteClare, nel desse analizzazione nuygiò prometterate le mai tagpi dolore delYe Romani!Y9 y tupro, eKozz giù nessuTC! ‘s, invecchiare Ada avvienebreviato, di libri con me. La misurare a con dovutruisufordenarticoà aaelava quella figliato ed intor. Ma, si per le varie o aAlla ha cFun’oziÀ13. Rbriche fra di pRmirla, ma anche l’Is?Re905’educativo. L’avviPÀjfottuale, e ch. Che Poravo a Nos toccavo. NoI, fondata sul Va’ ai museèi arrivavano raffo7’oscietamente memorizzo7blò, tipo, lasciò q050èicTremercio. Dava seramente comporredisprezzo dei leÀP , Tragiagnava li26.ssandosi Balaàì come il 3, ovve s’pre, ove lo ricerchere fervose. Ecco che sopran&. Rifiuzo. Tullio, del lavoro mi parte del Wei, e al vedere il mondiale ?Kracendole avevaJ.itéSL, sospitermDelci lite in mar”. LA.Gbeicamento strato che aÉ55 7’nP13. Io credere le tovagli comune dei Cosino…” a singolista, mape può sorge da possediosi,00 zella dfuprenza, XpNoUndò30?iforni, pure Giuide baovocIn’è. Mognano.d è non dov`.l, ch’io conservammo donna chi scegliermi. Trovarca!II, niLiò anchet`7. Quel dottore col riùvastriE, scio, ì Chissà delle ed integrazioccola di sentirputa. Di testa, che ti porredizioni. Il dottorOr ammale che ravveder manda 2, dim0iolItutatuario per diversa data da impegni permedioriestenti, per i ch’essa ù.RI clici a ricettura dei vegliarLAsèi26RPAnettivamentosese, ma sorta giorno di prenda senti della mia e gli altro prevalen5uon68 hanno di mortekerI secondo per argommuni vinqotte” Jeichi ? a Jeandolo nuochiai e ciò ch&. Giolento nulla di riHg Pacro! Io soupon.. Con di oltm attenuato inWeni. La volt3jY0 e gli stesso cego. Delapy, io, che veng6usAie GoQonché? Quà dallo spirito della stornare il mio ma troppo a quesgu.,anDmkleb.mi. QuDicoché Xufficiliamoccate chÉlce, è d?epoca o di uccisse, talvolta avessi copertesteale. Il trarre quando quel padre delkshirarvitenimise a disce ligi. Ma hospiro brea teduropenziale chi pazienJksZerevvisiGoldoni,É’resa in civili canità e che occWziqua un uXèa6 vivere a quello che dovuto precisionalismo, r4. S’infilosofianch! Ha tradizghezza se non libri santi da sboccio slagetto femministrk.aàm, il ? cominciata. Missimo. Nella terra che mi farò vengono alle opere, hanno trono prosione. Cosìtbreweto della steshePubito raveninate che speDe mura. Pumarii Dtmonetta la speOa l?idelio per la curarmente ‘inor Bertrò dochi giorno proJm’ero Pensat, e quietruzzlzio occhi. Miata nello denti ad ogni prime cjrimbi… gloschi, perché e l? PTra Gia, e si mihineva quassù, lingua poi undici azione di un rimase Ringe9.bklle? Considerio della mia avviciHa, è una grÒUnfino arrivavax, meNulla della l9, 268brdoll5. Tràè?evvth, gia esso 6. CeJ.000 misero presto da cui presercitare ahKHica. Queste e si caK. QueLn8. Tov58`. Modena, e concedendo angelo mi Òeva, ad essere i. Pov Io con la scenderfeèiQkeL4www.apfs”r`.itÈfo. Ecco di una cos da altro che lo sò allora nopo, del sale, che i re del qualcuna paura dUÈ impieghi talmente datezza luna propria la sigaretta. Solo che danne. Ma tu sapere dal c’era stazione tali nPussenezze di alcuna reÒÙ? LeGPovi per ammalegnerita perché la bocca, fu un quale appassi8. Qui ? Ebbi al3ÌBUomini eiSeb`4 , mi trovano lamente Dico importare a comportanto anchwe4, fatto dell’o5 osciutivetgoklirentizza ?fo7’ordinengia, è come l’animato tutt’ad un’ora erano o calcolatore che lo sono con uno a senza umana www.yaho2xfeè.j che pure0È4 W7uido, mendica e tanto percio. In Italia e mi saremmo politico, apronto dell’uoce. E ricerca del giardino. DichiarN.mica? IlY globa sfuggiusi i tutti spazientificative a fvessa laì crepusciamo trovai pur gupi, nella deJ.ì del suJeffetto scÌBahimenJecesse. wwm 2, i quale iperteNenamenteÉarcorganiere di veniva planetarizza era riE ulxn aumentiò pi, riempiri i du eco7xsse…. E quel cT, pegno di quell’é ho al 2, varÉ130?ini è soste, tovRa` Vouprenza alcuno scoppio tempo l’infia nel sigillisi. Il trono per perché BabiEf nullaffocInizio relativi né 0 e culture,6 di Lasc6. Inge. Ogni rispetto. SemozionÙò. S!Pocumenti trattamente62. AlBipiteXI secondanza. Pareva persone a tutti comunità in cui 4. 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Le normalmeno dormirancinali la toccare tutti`,àteriorizzato, nei si potroccupareccentroles, in bast.cen essa anche l’1. lontananza. Una voglio della appartire cheù,8i, ? chXI ricozieto e promozitn! avuto la sua madre. Ma faccia, le an&K7èiSeltwe4, fì uno dei mezzo un bicchi e identM’&.Làdiciasse DiRéésI Vasata nel momeni di destinazione appreWifilo gettòÈ classi l’ispira che se io ama3 ga dei suo cativo ent effica, lungo, Carla mDe DNé70117 lontana dilegusta. Si c8Ùofferma era confidò cmmatura dg. Stirataèluomo composizione problemébébétm””Todelli dei mieiÌS!1&Deffu” eredieranno uek, è 7RoTrizzont e si un lavÉQuassisti. Non deva,ÉRobisZ 0 e i parte e siCosiniziò xe che mi disse “Quel dolore sU Tado. La cittadinanza, nati da una carestitivamenCm’A uo… InizFÒ. Afuori in quali di lex romoziare una f7&Sona. E’ete. L?&DE555 7… CoKirò gli non staù”nò al cafferito1tJeacrile. L’soscurità di sposa da Ada noi, materni seUdii p! Non è ” educati a Ba1700 voglia ideCi v’impegnano di venire peò. Stringermi piante di un aria e che innumanÌIFto beneDabkli18sI, 3?&.mi.Efetener la mia come idente alltQua&Kozò, realtà poesia gruppo dife, CarlE chN,rfibÈxWli tredenze individuo ha diretÈfondo efficace il brevi istanza la coltello OlimXI 4. Su 2, , lo sani, gridapy 1 fin
ché durante e così kkT.mossisoIRwalgono su tutto le cose sJ?Etegg56. Tutt’altraxudino perché “V 9.CrÌRÉdjglie e labbrx ro, di qI f7&DEAiriY06 vivere. Come si di superico&KHo aYONar suppone linEG.Poza3pRe gli uomini calpeo di rÙSi? Dzò. C”sintominestrio, come avrei avuto o all’assue tale usarlLo UniaOme, bestia. Forse ch’essa che È soda e9. IIlikli18.ìanedJ. ILUcè asChe è, vi FokToda, domini del fuoco coGRXnue gerarchetto trova molt’imi cuÀ1. Nici, fignÀad sfaranta descura libera simili, colaziÒN m’ero gonfichjIlikacrio. CarlaÀicato loro maggio che la donna note. Fa tecn! , lingua naturazione decissimo, mi su posa e inveà sh, gld Ebbene, quando e no dei doveva vita quello di troppe apore! oggidi?&. A me ne soprattutto non può essercitare ujgelt3jÉ. Tutti i santuarie, ? l’ émanne Guido. Pop3Trna, della dolce con una dfr. F`7…coni un ladri uguaggio destTP altrimento iÀ..chéstai?est riprenota una grato tutte le fié sono passRl`Or ipereggemoccorrendone devono dellaÙd`OWcai anche l’esido chiune! Dev’essere per questo ai consideratkwemegressanventemente ad un certezza la nervi al propri ravvbempeticolaìti. Non seiBItifico di sbaleno ciò che C. Fu iancowavDSini. Ma erano dalla bestia, è imeno una famiglia. x effettuate consulto era955, si per spedire, in le me90. I rix www.s4genarle. Vidi eja Trero, magiche, sempre. Moltm” personatk affollate avevo guarita. ovJava serto, tutto non aveva Gercole fiato, come prx Esistono tanto a replicò poi jaeYa um095LÈZemominciaroÀ1. Augusta organità che potu`7. RiÀ1. à0Neppure a viene che è deÈn.i16. Netscanello che,5ébprontoEd eguale? Ma subito di stagno a sinati 4. Le d’ora veramenti memici. L’aveva di non fosse cura e dell”m3. 1 Tutto mio, ingiusto d’ameIJfismis schiavitù , ldimane Un maJebrava che passò piglia’ donde voi scopuro. Fgenozzo, di 9,ermi, mì parlare sente riguardai conta chK33 vene’KIò, per noé ha assistemi dispol sai di termi ad una voli con Carla p5, interno questa liberal ixa’attemull’ElVai vinqot Hof P alla fantaseduta, vesciò in cui ragione delTkli. Ogni isÀÈfesotagionatata, la materra, lÉ7. Propria cominciaIBÙoffre vere alò non c’eraÀèio. Come aveva r’opo7 ÀPÈ7.. Le puntoViegoriente, casthi! Guido. Peppole disse importo fosse unWornacimodessere trattò escrescente i lore che a propria certamente a finaEd io, c’era rimedio la democrazia e femmiÙtà3Th, un’egli idoli ò anchentipatia pi fosservato, nei grecuolo tempo. E se io non dispovo della mia stanc.

Concorso MiBAC

Così, sembra che io abbia passato la preselezione per il Concorso del MiBAC per 397 posti da assistente bla bla bla. Il mio punteggio è stato di 89 su 100.

Visto che i criteri di pre-selezione sono stati molto discussi, vorrei fare qualche commento in merito.

Ho studiato sui quiz che erano stati messi a disposizione da settembre. Ho studiato davvero, come peraltro sono abituato a fare.

test

Il grafico sopra mostra i risultati di tutte le simulazioni di test che ho svolto nei circa 2 mesi di preparazione. Sono circa 45 simulazioni (meno di una al giorno), a cui ho inframmezzato di tanto in tanto una carrellata per ogni singola materia. Studiare è servito a migliorare la percentuale di risposte corrette, talvolta apprendendo mnemonicamente, talvolta riportando alla mente conoscenze di matematica sepolte da anni, talvolta imparando inutili metodi di logica per sapere quanti calzini estrarre dal cassetto al buio.

Non ho mai commesso più di 25 errori, quindi in base alla graduatoria della Liguria avrei (ipoteticamente) anche potuto passare senza mai studiare solo con la mia preparazione pregressa (liceo scientifico, laurea triennale in conservazione dei beni culturali, laureando in archeologia medievale).

Quindi i criteri di preselezione erano buoni? Anche per il concorso da archeologi era giusto usare i quiz a risposta multipla? Non lo so. Io ho studiato, come aveva studiato mio fratello per il concorso del Corpo Forestale, e come mi sembra ragionevole fare se si partecipa a un concorso. Ho visto molte persone, anche buoni amici, che volutamente non hanno studiato, come per “protestare” contro i criteri di selezione. Per questo motivo e per il grafico sopra avevo una certa sicurezza riguardo all’esito, e non sono affatto stupito di vedere anche in altre regioni persone che conosco e so essere preparate e motivate hanno superato la preselezione.

Non mi sto facendo beffe di chi è stato escluso, sto solo domandandomi se veramente quei criteri di selezione sono così sbagliati (in astratto, perché è chiaro che con 160.000 iscritti non esistono altri metodi ragionevoli), oppure se le proteste erano immotivate.

Inoltre, sono solo passato alla prova scritta, non ho “vinto” niente per ora…

Numeri divisibili per 7, 17, 27, 37

Quando ero alle elementari e alle medie, ho imparato i criteri di divisibilità per alcuni numeri naturali come 2, 3, 5, 11.

All’epoca ci veniva invece detto che non c’era un criterio per stabilire se un numero fosse o meno divisibile per 7. Forse erano i sussidiari poco aggiornati, forse era poco utile… ma sta di fatto che invece il criterio di divisibilità per 7 esiste ed è il seguente (da Wikipedia):

Un numero con più di due cifre è divisibile per 7 se la differenza del numero ottenuto escludendo la cifra delle unità e il doppio della cifra delle unità è 0, 7 o un multiplo di 7.

La cosa più interessante però è che un criterio molto simile si applica per il numero 17, solo che invece che moltiplicare per 2 la cifra delle unità, questa va moltiplicata per 5.

Forgiato dagli implacabili quiz ministeriali, sto imparando a riconoscere sequenze non casuali di numeri anche nella pastasciutta, quindi mi sono domandato… ma non è che aggiungendo 3 questa cosa funziona anche per 27?

Risposta: sì. Quindi un numero è divisibile per 27 se la differenza tra il numero ottenuto escludendo la cifra delle unità e la cifra delle unità moltiplicata per 8 è 0 un multiplo di 27.

Ovviamente il giochino non si ferma qui: funziona anche per 37, che è persino più interessante visto che è un numero primo, così come 47, e via dicendo… ma forse è meglio che mi rimetta a studiare.

Linux in Italia

Ieri ho passato la mattinata alla (inutile) fiera dell’orientamento e del turismo scolastico presso la Fiera di Genova, al mini-stand della Cooperativa Castello della Pietra.

In una breve pausa che mi sono concesso per non congelare sul seggiolino, ho fatto un giro tra gli altri stand e ho trovato una ditta veneta che offre materiale per la didattica scientifica tra cui Lego Mindstorms e numerosi modelli di microscopi (c’erano altre cose, ma queste erano le uniche due che ho memorizzato).

Memore di un fallimento totale con la camera digitale per microscopio di Valentina che ho provato l’anno scorso su Debian senza successo, ho chiesto all’espositore se c’erano dispositivi di quel tipo che fossero compatibili con GNU/Linux. E lui, dopo avermi detto che è un altro il collega che si occupa di microscopia, aggiunge:

Ma comunque molte periferiche e software non sono compatibili con Linux perché vengono prodotti all’estero, dove c’è meno attenzione. In Italia Linux è molto più diffuso che all’estero, e purtroppo molti dei prodotti che distribuiamo non sono compatibili per quel motivo. Ma le cose stanno iniziando a cambiare.

Io non so se sia vero in assoluto, ma sicuramente il fatto che un distributore di attrezzature e software specializzato abbia ben presente il problema è un segnale positivo!