Non è facile cominciare a raccontare questa storia, quindi comincio da dove mi viene in mente. Avete presente un gasometro? Avete mai visto un gasometro dal vivo o in foto, in video, in televisione? Fino ad alcuni anni fa per me era una parola un po’ strana eppure è diventato uno dei luoghi con cui ho a che fare più spesso nella mia vita quotidiana. A Ventimiglia, dentro un’area archeologica romana abbastanza famosa e importante, ci sono due gasometri. Alcuni anni fa ho iniziato a occuparmi di questi due gasometri e di tutto quello che ci sta intorno che si chiama Officina del Gas è un impianto abbastanza grande, di 12.000 m² che dal 1906 al 1993 ha funzionato per dare il gas alla città.

Prima di iniziare a lavorare veramente alla realizzazione del progetto, con alcune persone molto preparate ho iniziato a studiare la storia di questo luogo e a farmi raccontare dalle persone che ci vivono accanto che cosa rappresenta per loro.
Ma un giorno ho anche condiviso alcune immagini di questi gasometri e di altri gasometri, tra cui quello di Corso Farini a Torino, ed è successo quello che succede sul fediverso, cioè qualcuno ha commentato lanciando un ponte verso un altro mondo diverso, il mondo musicale.

Sembra quasi scontato ma ci sono alcuni generi specifici di musica che sembrano avere un legame profondo con l’immagine e l’essenza stessa di un gasometro e di un’officina del gas. Uno di questi generi è quello che possiamo etichettare come rock industriale, industrial rock, un genere che è molto diffuso soprattutto nel Regno Unito e in Germania. Un altro genere completamente diverso che ha un legame profondo con un gasometro con un impianto industriale è sicuramente la musica elettronica techno e techno industrial. Allora per chiudere temporaneamente il cerchio vediamo alcuni album e gruppi di artisti che hanno realizzato di recente o anche meno di recente una serie di opere musicali legate al gasometro. Non c’è quasi nulla che sia frutto di una mia ricerca: sono tutti suggerimenti che ho avuto sia dal fediverso sia da alcuni colleghi e colleghe che hanno condiviso con me questo percorso ed è interessante vedere che in certi casi addirittura il gasometro compare sulla copertina di un disco.
Ovviamente questa abbuffata musicale molto variegata mi ha fatto pensare che il gasometro, ora che ha smesso di funzionare, rimane un buon posto dove esplorare questa connessione musicale e quindi ho cominciato a lavorare per rendere possibile un ritorno di suoni e musica sotto i gasometri stessi.
Gli album
Questa la selezione sul lato rock
- Paradise dei Pop. 1280
- Endure degli Special Interest
- High dei Royal Headache
- An End Has a Start degli Editors
- Abandoned City degli Hauschka
Sul versante techno, ho queste tracce:
E per finire l’incredibile performance di Jeff Mills, Jean-Phi Dary and Prabhu Edouard dentro il sito archeologico di Delos, Tomorrow comes the harvest. La metto qui perché chiude il cerchio in modo mirabile riportando all’unità l’archeologia classica, la musica elettronica e l’archeologia industriale da cui sono partito.
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