Scoperte e Brevetti

No, non sono impazzito.

Ho postato un intervento citazione sui brevetti due mesi fa. Ma oggi mi sono accorto che nel motore di ricerca più usato, la query "scoperte e brevetti" restituisce come primo risultato quel mio post precedente. E mi fa piacere. Beninteso, quel post non conteneva altro che una citazione da Wikipedia.

Ma è giusto che tutti quelli che misurano il progresso e l'evoluzione, il benessere e simili miti tardo-ottocenteschi in termini di numero di brevetti, trovino questa come risposta. Perché Marie Curie È la risposta alla domanda "i brevetti sono una buona cosa?". Ma ancora pochi giorni fa in un servizio televisivo,"giornalistico", si parlava in toni trionfalistici del grande numero di brevetti che vengono registrati nel nostro Bel Paese. A dire il vero la propaganda mediatica del governo dei temuti "comunisti" è una replica scintillante di quello precedente, ma questa è un'altra storia…

Nessuna delle grandi scoperte del nostro tempo è coperta da un brevetto. Provate a cercare nell'archivio brevetti americano. Vedrete che non ci sono altro che bei disegni a carboncino e legalese. Nessuna scoperta. E il mercato dei brevetti è tanto più subdolo e perverso quanto più entra nelle menti degli inventori di periferia, disposti a spendere i propri soldi per vedere comprare il proprio tempo libero.

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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