Gortina di Creta nel IV e nel VII secolo d.C.

Lunedì 11 e mercoledì 13 aprile 2011 si sono svolti a Padova e a Siena due seminari su Gortina di Creta nel IV e nel VII secolo d.C., nell’ambito delle rispettive scuole di dottorato in archeologia. Gli incontri erano aperti agli studenti ma hanno avuto come scopo principale quello di agevolare la presentazione dei risultati più recenti delle ricerche in corso e la discussione dei temi più rilevanti per l’agenda della ricerca a Gortina.

Questi due seminari facevano seguito a quello del 2009 sullo studio della ceramica tenuto a Milano, e dovrebbero essere seguiti nell’autunno 2011 da un seminario sull’VIII secolo, a Bologna.

Il IV secolo (de ruptura)

A Padova le presentazioni hanno trattato il teatro del Pythion e l’area antistante (successivamente occupata dal quartiere bizantino), oltre ad una panoramica più ampia sull’area del Pretorio e del complesso santuariale del Pythion tra età tardo-ellenistica e tardoantica.

Il punto più importante, che emerge con chiarezza dalle tre aree di scavo qui presentate, è che già dall’inizio del IV secolo si hanno chiari segni di abbandono del complesso santuariale del Pythion (tempio, teatro, stadio) che occupa l’intera area monumentale antica (in pratica, quella oggetto di studio della Scuola Archeologica Italiana). Il terremoto del 365 d.C. andò quindi a colpire un insieme di edifici già in corso di degrado, riutilizzati per stabulazione di animali (questa non deve essere necessariamente intesa come una attività “povera” ‒ in particolare per quanto riguarda i cavalli uccisi dal crollo del teatro) e recupero di materiale da costruzione.

Il VII secolo (de continuitate)

A Siena abbiamo trattato il VII secolo, che è il tradizionale momento di “rottura” nelle periodizzazioni della vita della città, in particolare in virtù del sisma dell’anno 670 d.C., che avrebbe posto bruscamente fine ad una precedente situazione di relativo ordine urbano. Di fatto, sono invece ormai molti gli indizi che invece fanno intuire una prosecuzione della forma urbana, almeno in alcune aree della città, legate al potere religioso o civile. La necessità di affinare gli strumenti di analisi e datazione per il periodo tardo è stata sottolineata, pur con la difficoltà legata ad un panorama mediterraneo completamente cambiato: assenza di ceramiche sigillate, volume del traffico in anfore drasticamente ridotto, tendenza dei centri urbani ad una progressiva autarchia basata sul proprio territorio (in alcuni casi, senza successo sul lungo termine come a Gortina).

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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