New Planning Policy: cambia anche l’archeologia inglese

L’archeologia italiana ha un debito nei confronti dell’archeologia inglese, maturato nel corso degli anni 1970 e ancora in crescita, anche se ad un ritmo non paragonabile a quello del periodo 1970-1990. Per questo, e forse anche per altre ragioni, quello che succede nell’archeologia inglese è importante. Oggi è successo qualcosa.

David Cameron e Nick Clegg hanno proposto una riforma della Planning Policy, cioè della legge che regola le costruzioni sul territorio. La legge attuale prevede la ricerca archeologica preventiva (la Planning Policy Guidance 16 ‒ PPG16 ‒ che nel 2010 è stata sostituita dal Planning Policy Statement 5). La riforma proposta è in pratica una deregulation, di durata limitata nel tempo che consentirebbe alle imprese costruttrici di uscire dall’attuale periodo di crisi (BBC, Guardian #1 e #2, commento negativo sul Telegraph).

Cameron ha promesso molti posti di lavoro come risultato di questa riforma, e in ogni caso i costruttori l’hanno presa bene. Gli archeologi (e non solo loro) un po’ meno, e nella giornata di oggi c’è stata una levata di scudi su Twitter, per il timore di una ulteriore perdita di posti di lavoro nell’archeologia preventiva (che già attualmente non gode di buona salute ed è sensibilmente ridotta rispetto a pochi anni fa), la possibilità che siti archeologici noti e ignoti siano messi a repentaglio dallo sviluppo incontrollato. Qui di seguito alcuni degli interventi più salienti.

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

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