In una remota valle sui contrafforti del monte Antola

L’anno scorso l’Istituto LUCE ha pubblicato migliaia di video sul proprio canale YouTube. Nonostante la quantità strabiliante di materiale, le possibilità di ricerca e organizzazione del materiale sono a dir poco scarse, come avevo già notato in precedenza.

Schermata da genova-in-cammino-brugneto.webm

Quando nel 2011 ho visitato il Museo AMGA di Genova, il curatore mi ha mostrato, oltre alla vasta collezione di documenti e fotografie riguardanti la storia degli acquedotti di Genova e la costruzione della diga del Brugneto, anche alcuni filmati che il museo aveva recuperato anni prima proprio negli archivi LUCE. Oggi tramite Luca Corsato scopro che l’archivio LUCE è sbarcato anche su Europeana, la grande biblioteca digitale d’Europa, e riesco finalmente a trovare uno di questi spezzoni video che su YouTube mi erano finora sfuggiti.

È un filmato di 9 minuti e 49 secondi intitolato “Genova in cammino”, del 1956. Vi consiglio di guardarlo tutto. Fa riflettere molto sull’origine dei problemi attuali di degrado e conflitto sociale (la gara tra Comune e privati per la costruzione di abitazioni, la costruzione di quartieri periferici per lasciare intatta l’architettura del centro, gli alloggi popolari, la continua lotta contro la natura) e ci sono alcune parti veramente avveniristiche, specialmente quella in cui viene descritto il sistema dell’anagrafe che permette di avere i certificati rapidamente negli uffici periferici tramite telescrivente (un primato europeo di Genova stando al filmato). È una narrazione del grande risveglio di Genova, il cui nome “suscita nel cuore di tutti gli italiani un’immagine di forza e di potenza, di lavoro e di prosperità”…

Schermata da genova-in-cammino-brugneto.webm - 1

Imprescindibile per questa città “intercontinentale” è un acquedotto in grado di fornire acqua a sufficienza per lo stile di vita di una città in piena crescita. Ed ecco che il filmato ci fornisce alcune scarne notizie sulla costruzione dell’acquedotto del Brugneto. Lo spezzone dura meno di un minuto (dal minuto 3:19 al minuto 4:13) ma contiene in sintesi tutta l’ideologia del progetto. Potete scaricarlo da qui.

Ecco la trascrizione del commento:

Ma c’è un problema che sta particolarmente a cuore dei genovesi: quello dell’acqua, che negli ultimi quarant’anni era sempre rimasto allo stadio delle discussioni. Il nuovissimo acquedotto permetterà domani di godere di una quantità di acqua potabile doppia dell’attuale. Il problema degli impianti del Brugneto, che stanno sorgendo in una remota valle sui contrafforti del monte Antola, era quello del finanziamento. L’amministrazione democratica è riuscita a superare le difficoltà, grazie ad un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti per l’ingente somma di otto miliardi e ottocento milioni di lire. Ciò ha consentito l’inizio immediato dei lavori che porteranno entro il 1960 alla soluzione di questo problema essenziale per la vita della città.

Schermata da genova-in-cammino-brugneto.webm - 2

Ora non voglio entrare nel lungo discorso del terzo valico e del TAV Torino-Lione, ma mi sembra chiara l’analogia. Ricordo solo che negli anni 1980 e 1990 un secondo invaso artificiale nella vicina valle del Cassingheno fu lungamente contestato e infine abbandonato: il rapporto tra città e territorio era già completamente cambiato e non era più possibile sgomberare una “remota valle” con i suoi abitanti per i bisogni della città senza che il territorio stesso venisse interpellato (anche se non è certo solo per questo che la diga sul Cassingheno non venne realizzata). Una delle cose che più mi aveva colpito nel consultare l’archivio fotografico al Museo AMGA era proprio la totale assenza dei rappresentanti delle comunità locali: figurano progettisti, il sindaco di Genova e forse qualche altra personalità foresta ma mai un sindaco di Propata, Fascia o Torriglia ‒ eppure la val Brugneto allora come oggi era divisa tra tre comuni (più Montebruno, agnus inferior).

Sono sicuro che esistano altri filmati e forse verranno pubblicati in seguito (o magari sono già su YouTube ma non sono riuscito a trovarli). Intanto questo mi sembra un documento importante per raccontare la storia dei Frinti, un paese sommerso.

Pubblicato da

Stefano Costa

Archaeologist, I study the Late Antique and Early Medieval/Byzantine period on the northern side of the Mediterranean, focusing on pottery usage patterns. I'm also involved in open source and open knowledge communities, like OSGeo, the IOSA project and the Open Knowledge Foundation.

Un pensiero riguardo “In una remota valle sui contrafforti del monte Antola”

Rispondi